Quando un'azienda integra i dati catastali nei propri sistemi, la prima domanda tecnica è quasi sempre la stessa: richiedo i dati al momento del bisogno, in tempo reale, oppure sincronizzo un archivio locale in batch? La risposta cambia costi, latenza e complessità, e questa guida dà i criteri per trovarla.
Tempo reale: quando serve
Il tempo reale è obbligatorio quando il dato deve essere certo e aggiornato all'istante: una verifica pre-contrattuale, un'istruttoria, una due diligence. Significa interrogare la fonte, tipicamente via SISTER, al momento della richiesta, come descritto nella guida all'automazione delle visure.
I limiti sono due: il costo, perché ogni interrogazione paga il servizio ufficiale, e la latenza, perché la risposta arriva da un sistema esterno con tempi non controllabili. Per un flusso di utenti in attesa va gestita con cache e code.
Batch: quando basta
Il batch conviene quando si lavora su patrimoni noti e relativamente stabili: un portafoglio immobiliare, una base clienti, un dataset da arricchire periodicamente. Si sincronizza un archivio locale con cadenza definita, e i consumi interni leggono da lì, con latenza quasi zero e costi per unità molto più bassi.
Il rovescio è la freschezza: tra una sincronizzazione e l'altra il dato può invecchiare, e va deciso quali campi sono critici. Il confronto tra sviluppo custom e SaaS aiuta a capire dove si piazza la complessità.
La risposta più frequente: il mix
Quasi nessuno sceglie un solo modello. Il pattern diffuso è batch per il grosso dei dati, tempo reale solo per i casi che contano: la verifica puntuale prima della firma, il rinnovo di un certificato, la controversia. La guida ai costi di integrazione spiega come i due modelli pesano diversamente sul budget.
Domande frequenti
Quanto è vecchio un dato batch?
Dipende dalla cadenza scelta: giornaliera, settimanale o mensile. Il catasto cambia ogni giorno, ma la probabilità che una singola particella cambi in una settimana è bassa.
Posso passare da batch a tempo reale in seguito?
Sì, se l'architettura è disegnata con un livello di accesso ai dati separato dai consumatori. È uno dei criteri da chiedere in fase di progetto.
Il tempo reale è sempre più caro?
Per singola interrogazione sì. Sul totale dipende dai volumi: sopra una certa soglia il batch diventa nettamente conveniente.
E per i dati arricchiti?
I dati arricchiti, come OMI e rischi, seguono cicli di aggiornamento propri, più lenti del catasto: il batch è quasi sempre sufficiente.
I servizi dati catastali di Zornade disegnano l'architettura sul profilo reale dei volumi, tempo reale e batch insieme.
Foto di copertina: Myburgh Roux su Pexels
