I dati catastali italiani sono cambiati più negli ultimi dodici mesi che nei vent'anni precedenti. Dal novembre 2025 le mappe catastali si consultano e si scaricano gratuitamente anche dai cittadini, e l'Agenzia delle Entrate pubblica le particelle in formato vettoriale aperto insieme agli indirizzi dell'ANNCSU, in linea con la direttiva europea OPEN DATA.
Questa guida mette ordine in quello che si può scaricare gratis oggi, dove, con quali licenze, e cosa aggiungono i dataset già lavorati di Zornade rispetto ai dati grezzi ufficiali. Tutti i riferimenti sono stati verificati a settembre 2026.
Il punto in 30 secondi
- La cartografia catastale è gratis per tutti dal novembre 2025, senza abbonamento a Sister.
- L'Agenzia pubblica particelle in formato vettoriale e indirizzi ANNCSU come open data.
- I dati grezzi richiedono conversione di coordinate e pulizia: è il lavoro che i dataset Zornade fanno a monte, gratis.
- I servizi a pagamento restano solo per i documenti ufficiali (visure, ispezioni) e per la comodità, non per il dato in sé.
Cosa significa dati catastali aperti
Fino a poco tempo fa, la cartografia catastale era accessibile in modo frammentato: i professionisti la ottenevano attraverso i canali telematici, i cittadini quasi mai, e ogni riuso passava da accordi e formati tecnici. La direttiva europea OPEN DATA e le scelte dell'Agenzia delle Entrate hanno ribaltato il quadro: le informazioni sulle particelle rappresentate nella cartografia catastale, gli stradari e gli indirizzi dell'Archivio Nazionale dei Numeri Civici sono pubblicati in formato aperto, con licenze che ne consentono il riuso.
Il passaggio simbolico è arrivato a novembre 2025, quando le mappe catastali sono diventate consultabili e scaricabili gratuitamente anche dai cittadini, senza abbonamento a Sister. Da quel momento, la cartografia di base è un bene pubblico a tutti gli effetti, e la concorrenza si è spostata su ciò che si costruisce sopra: elaborazioni, comodità, documenti ufficiali.
Le fonti ufficiali gratuite
Il Geoportale Cartografico Catastale. Il portale dell'Agenzia con la consultazione delle mappe e il catalogo dei dati: il punto di partenza per chi vuole vedere la cartografia ufficiale senza intermediari.
Il WFS delle particelle. Il servizio di download dei dati vettoriali, con le geometrie delle particelle in formato INSPIRE. È la fonte primaria per chi costruisce pipeline proprie, con il costo di gestire la conversione delle coordinate dal sistema catastale al WGS84.
L'ANNCSU. L'Archivio Nazionale dei Numeri Civici e delle Strade Urbane, con indirizzi georeferenziati e numerazione civica ufficiale, anch'esso pubblicato come open data.
La banca dati OMI. Le quotazioni semestrali dell'Osservatorio del Mercato Immobiliare, consultabili e scaricabili dal portale dell'Agenzia, con la cartografia delle zone OMI nel servizio Geopoi.
La consultazione delle rendite. I dati di rendita e classamento, consultabili gratuitamente con i riferimenti catastali.
Tutte queste fonti sono gratuite e ufficiali. Il prezzo da pagare è in lavoro: formati tecnici, conversioni, pulizia, aggiornamenti da gestire in proprio.
Cosa aggiungono i dataset Zornade
Zornade prende le stesse fonti pubbliche e le restituisce già lavorate: convertite in WGS84, pulite geometricamente, validate e organizzate in formati pronti per QGIS, ArcGIS e il web. I tredici dataset della pagina download coprono i layer più richiesti:
| Dataset | Contenuto | Formati | Licenza |
|---|---|---|---|
| Sezioni urbane catasto | 2.847 sezioni pulite e ottimizzate | GeoPackage, GeoJSON | CC BY 4.0 |
| Confini amministrativi | Regioni, province e 7.899 comuni | GeoPackage, GeoJSON | CC BY 4.0 |
| Zone CAP sub-comunali v2 | 9.227 zone ricostruite dal catasto | GeoPackage, GeoJSON, Shapefile | Open data multi-fonte |
| Rischio subsidenza EGMS | 8,5 milioni di celle da 100 m | GeoPackage, Parquet, GeoJSON | ODbL |
| Alluvioni e frane ISPRA | Le mosaicature nazionali | Shapefile | CC BY-SA 4.0 |
| Zone sismiche INGV | La pericolosità MPS04 per comune | GeoPackage, GeoJSON | CC BY 4.0 |
| Zone OMI | Le zone con le quotazioni | GeoPackage, GeoJSON | ODbL |
| Potenziale solare comuni | 7.898 comuni aggregati | GeoPackage, Parquet, CSV | ODbL |
| Potenziale solare province | 107 province | GeoPackage, Parquet, CSV | ODbL |
| Popolazione 30 m | 2020 e 2025 a risoluzione 30 metri | GeoTIFF | CC BY 4.0 |
| ANNCSU indirizzi | Numeri civici georeferenziati | GeoPackage, GeoJSON | CC BY 4.0 |
| World Settlement Footprint | Aree urbanizzate globali a 10 m | Cloud-native GeoZarr | CC BY 3.0 |
| Confini e dati di contesto | Layer complementari per il GIS | Multi | Varie |
Ogni scheda riporta fonte, licenza, dimensioni e data di aggiornamento: il modo corretto di usare un open data è sapere esattamente cosa si scarica.
Le licenze, spiegate in parole semplici
CC BY 4.0. Si può usare, modificare e ridistribuire, anche commercialmente, citando la fonte. È la licenza dei dati catastali e della popolazione.
ODbL. La licenza Open Database: libero riuso, con la condivisione allo stesso modo dei lavori derivati. Tipica dei dati OpenStreetMap e dei dataset che vi si appoggiano.
CC BY-SA 4.0. Come la BY, con l'obbligo di distribuire i derivati con la stessa licenza: la scelta di ISPRA per le mosaicature.
Open data multi-fonte. Quando un dataset nasce dall'incrocio di più fonti con licenze diverse, ogni componente segue la propria: la scheda del dataset spiega le condizioni.
La regola pratica: la licenza va letta prima del download, non dopo l'integrazione. Un dataset con licenza sbagliata per il proprio uso è un costo, non un risparmio.
Perché i servizi a pagamento esistono ancora
Se i dati sono gratuiti, cosa resta da vendere? Tre cose, ed è onesto dirle.
I documenti ufficiali. Visure, ispezioni, certificati passano dai canali dell'Agenzia con i loro tributi, e i servizi di intermediazione aggiungono il margine di comodo. Il dato aperto non li sostituisce: per gli atti serve il documento, e il documento si paga, direttamente o via intermediario.
La comodità elaborata. Geometrie già convertite, API integrate, report impaginati: chi vende questi servizi vende tempo, e il tempo ha un prezzo legittimo. Il confronto dei listini mostra quanto costa questa comodità, chiamata per chiamata.
Il supporto contrattuale. SLA, sicurezza, un solo fornitore per molti servizi: per le aziende strutturate contano, e giustificano contratti che il dato aperto non prevede.
Quello che non è più vendibile è il dato di base in sé: la cartografia è aperta, e chi la mette dietro un pagamento vende altro, anche quando non lo dice chiaramente.
Come partire in cinque passi
- Scegli il formato: GeoPackage per QGIS e ArcGIS Pro, GeoJSON per il web, Shapefile per la compatibilità, Parquet e CSV per l'analisi tabellare.
- Scarica dal catalogo: ogni scheda dichiara contenuto, fonte, licenza e data di aggiornamento.
- Apri in QGIS con il plugin Zornade per lavorare direttamente sulle particelle, o importa i dataset come layer.
- Interroga via API per l'automazione: 10.000 richieste/ora gratis, con profili arricchiti in 20 sezioni.
- Verifica la licenza prima di qualunque uso commerciale, e cita le fonti come richiesto.
Il confronto: grezzo ufficiale contro dato lavorato
| Dimensione | Fonti ufficiali grezze | Dataset Zornade |
|---|---|---|
| Costo | Gratuito | Gratuito |
| Formato | INSPIRE, formati tecnici | GeoPackage, GeoJSON, Shapefile, Parquet, CSV |
| Coordinate | Sistema catastale originale | WGS84, pronto per il web |
| Pulizia geometrica | Da fare in proprio | Già fatta e validata |
| Arricchimento | Assente | Incroci con OMI, rischi, solare |
| Aggiornamento | Con i rilasci della fonte | Dichiarato per dataset |
| Accesso programmatico | Non previsto | API gratuita |
La scelta non è tra gratis e a pagamento: è tra farsi il lavoro da soli e trovarlo già fatto, in entrambi i casi senza pagare il dato.
La storia dell'apertura, in breve
Per capire dove siamo serve la sequenza degli ultimi anni. La direttiva europea OPEN DATA ha imposto agli Stati membri di rendere riutilizzabili i dati pubblici, e l'Italia l'ha recepita progressivamente, con il catalogo nazionale dati.gov.it e le singole amministrazioni che pubblicano i propri dati. L'Agenzia delle Entrate ha seguito con i servizi sulle particelle e sugli indirizzi, fino al passaggio simbolico del novembre 2025: le mappe catastali libere per tutti, senza abbonamento a Sister.
Il risultato è un cambiamento strutturale, non un evento isolato: la cartografia è passata da bene a circolazione ristretta a bene pubblico, e il mercato si è riorganizzato di conseguenza. I servizi che vendevano l'accesso alla cartografia hanno dovuto vendere altro; chi costruiva sopra il dato pubblico ha potuto farlo alla luce del sole; chi usava il dato senza averne diritto ha perso il vantaggio dell'opacità.
Per Zornade questo passaggio è stato una conferma del modello scelto dall'inizio: prendere i dati pubblici, lavorarli, arricchirli e rimetterli a disposizione, gratis e con codice aperto, finanziandosi con lo sviluppo su misura e i volumi enterprise.
Chi usa i dati aperti oggi
I professionisti tecnici. Geometri, architetti e ingegneri scaricano le geometrie per tavole, pratiche e verifiche, risparmiando le richieste formali per i soli documenti ufficiali.
Le software house. I prodotti immobiliari e GIS integrano i dati aperti come base del proprio prodotto, con le API gratuite per l'accesso programmatico e i dataset per l'analisi in blocco.
Le amministrazioni. Comuni e enti usano i dati per gli uffici tecnici, i PGT e le analisi territoriali, con il vantaggio di licenze che non richiedono accordi.
La ricerca. Università e centri di ricerca lavorano su popolazione, rischio e territorio con dati liberamente riutilizzabili e citabili.
Il giornalismo dati. Le redazioni costruiscono mappe e analisi sui dati aperti, ed è il canale che porta il lavoro di Zornade fuori dal proprio pubblico: il caso dei dataset citati da testate e studi è il miglior biglietto da visita di un open data.
I limiti degli open data catastali, detti onesti
Gli open data non sono la soluzione di tutto, e conoscerne i limiti evita delusioni.
Niente intestatari. I dati aperti espongono geometrie, identificativi e dati territoriali, non i dati personali degli intestatari: per quelli servono i canali ufficiali con autenticazione, come la visura.
Niente documenti con valore legale. L'estratto di mappa ufficiale e la visura restano documenti dell'Agenzia, con i loro tributi: i dati aperti servono per lavorare, non per attestare.
Freschezza variabile. Ogni fonte si aggiorna con il proprio calendario, e un dato aperto può essere più vecchio di quanto serva: la data di aggiornamento va sempre verificata.
Precisione cartografica. Le tolleranze storiche della mappa restano: i dati aperti sono la rappresentazione, non il rilievo, e per i confini legali il professionista resta indispensabile.
Lavoro di preparazione. Il dato grezzo richiede conversione e pulizia: chi non lo sa si trova con poligoni nel sistema sbagliato e risultati sbagliati, senza accorgersene.
Open data e intelligenza artificiale
Un capitolo nuovo e rilevante: i dati aperti sono il carburante dei modelli di linguaggio e degli strumenti AI che rispondono su territorio e immobiliare. Le pagine che documentano i dati, con fonti dichiarate e numeri verificati, sono quelle che i motori di risposta citano; i dataset scaricabili sono quelli che ricercatori e sviluppatori usano per addestrare e validare.
Per Zornade questo significa che la scelta dell'apertura paga due volte: porta utenti umani dal motore di ricerca, e porta citazioni dai motori di risposta, che citano le fonti primarie con dati verificabili. È il posizionamento premiato dagli aggiornamenti recenti dei motori, e coincide con la missione del progetto.
Gli errori più comuni, e come evitarli
Scaricare senza leggere la licenza. Il riuso commerciale con la licenza sbagliata trasforma un risparmio in un problema legale. La licenza si legge prima, sempre.
Ignorare la data di aggiornamento. Un dataset vecchio usato come se fosse attuale produce decisioni sbagliate. Le schede del catalogo dichiarano la data: verificarla è il primo controllo.
Mischiare i sistemi di coordinate. Il dato catastale originale non è in WGS84, e sovrapporlo a OpenStreetMap senza conversione dà geometrie fuori posto di metri o decine di metri, con la falsa impressione di un dato sbagliato. I dataset Zornade risolvono questo a monte.
Scambiare la mappa per il confine legale. La cartografia ha tolleranze storiche: per i confini si passa dal professionista e dagli atti, non dal poligono.
Trattare i raster come vettori. Popolazione e subsidenza sono raster: si visualizzano e si campionano, non si trasformano in poligoni con un click, pena artefatti e tempi di calcolo assurdi.
Sottovalutare la documentazione. Un dataset senza metadati è un costo futuro: fonte, licenza e data sono la documentazione minima, ed è il motivo per cui le schede del catalogo le dichiarano sempre.
Il percorso di un dato: dalla fonte al tuo progetto
Per dare concretezza, ecco il percorso di un dataset dal rilascio ufficiale al progetto reale. Prendiamo le zone OMI: l'Agenzia pubblica quotazioni e perimetri con il calendario semestrale, i perimetri escono in formati tecnici con i codici delle zone, e il lavoro di incrocio con la cartografia resta a chi li usa.
Nel catalogo Zornade il dataset arriva già con i perimetri convertiti, i codici normalizzati e la geometria validata; si scarica in GeoPackage, si apre in QGIS e si sovrappone alle particelle delle API; si incrocia con le quotazioni del semestre corrente e si produce l'analisi, con la licenza ODbL dichiarata per il riuso.
Lo stesso percorso vale per ogni dataset del catalogo: la differenza tra il dato grezzo e il dato lavorato è tutto il tempo che non passi a prepararlo, e che resta per l'analisi vera.
Le combinazioni che funzionano davvero
I dataset danno il meglio combinati. Tre esempi reali dal catalogo: particelle più zone OMI per stimare una posizione con le quotazioni ufficiali del semestre; confini comunali più subsidenza per capire quali aree del territorio comunale sono esposte al cedimento; indirizzi ANNCSU più potenziale solare per una mappa civico per civico del producibile fotovoltaico.
La regola pratica è comporre layer con la stessa base: tutto in WGS84, tutto con la licenza dichiarata, tutto sovrapponibile in QGIS. È il lavoro che il catalogo Zornade rende banale, e che sui dati grezzi costerebbe giorni di preparazione.
Glossario open data
Open data. Dati pubblici resi disponibili in formati aperti, con licenze che ne consentono il riuso, anche commerciale.
WFS. Il servizio standard di download dei dati geografici vettoriali: il canale con cui l'Agenzia pubblica le particelle.
INSPIRE. La direttiva europea sui dati territoriali, che definisce i formati e i servizi di interoperabilità geografica.
Dato vettoriale. Geometrie espresse come punti, linee e poligoni: la forma in cui esistono particelle, confini e zone OMI.
Licenza aperta. Le condizioni di riuso dichiarate: CC BY, ODbL, CC BY-SA, ognuna con i propri obblighi di attribuzione e condivisione.
Attribuzione. La citazione della fonte richiesta dalle licenze aperte: una riga che rende legale il riuso.
FAQ
I dati catastali sono davvero gratuiti?
La cartografia sì, dal novembre 2025, e le particelle in formato vettoriale con gli indirizzi ANNCSU sono open data. Restano a pagamento i documenti ufficiali (visure, ispezioni, certificati), che hanno tributi propri e richiedono i canali dell'Agenzia.
Con quale licenza si possono usare?
Dipende dal dataset: CC BY 4.0 per catasto, confini e popolazione, ODbL per OMI e solare, CC BY-SA per ISPRA, open data multi-fonte per le zone CAP. Ogni scheda del catalogo Zornade dichiara la licenza: va letta prima dell'uso commerciale.
Posso ridistribuire i dataset scaricati?
Con le licenze aperte sì, rispettando le condizioni: attribuzione per CC BY, condivisione allo stesso modo per BY-SA e ODbL. La ridistribuzione è esattamente ciò che le licenze aperte consentono, ed è la differenza con i dati dei servizi commerciali.
Dove scarico le particelle di tutta Italia?
Il WFS dell'Agenzia copre l'intero territorio, con il lavoro di conversione a carico proprio. Per i layer già pronti, il catalogo Zornade offre i dataset lavorati, e per i volumi programmatici le API gratuite servono le geometrie particella per particella.
I dati si aggiornano?
Le fonti ufficiali si aggiornano con i propri calendari: la cartografia con le variazioni, l'OMI ogni semestre, ISPRA e INGV con i rilasci ufficiali. I dataset Zornade dichiarano la data di aggiornamento in ogni scheda: verificarla è parte dell'uso corretto del dato.
Serve un account per scaricare?
No: i dataset si scaricano senza registrazione né email. L'account gratuito serve solo per i token API, e anche quello resta gratuito fino a 10.000 richieste/ora.
Quali strumenti servono per usarli?
Un GIS per i formati vettoriali (QGIS è gratuito e ha il plugin Zornade), un visualizzatore per i raster, Python o un foglio di calcolo per CSV e Parquet. Nessuno strumento a pagamento è necessario.
Cosa cambia rispetto ai dati di un servizio commerciale?
Il dato di base è lo stesso, perché le fonti sono pubbliche. Cambia la lavorazione: i servizi commerciali la vendono dentro abbonamenti o a chiamata, i dataset aperti la offrono già fatta e gratuita, con le licenze dichiarate.
Posso usare i dati aperti in un prodotto commerciale?
Sì, con le licenze aperte: l'uso commerciale è consentito, con attribuzione e condivisione alle condizioni della licenza. È il modello su cui si costruiscono i prodotti dati moderni, e il motivo per cui i dataset aperti sono la base giusta per partire.
Da dove comincio se non ho mai usato dati GIS?
Dal catalogo: scegli un dataset che conosci (per esempio i confini del tuo comune), scaricalo in GeoPackage, aprilo in QGIS e guarda i layer. Per i dati catastali specifici c'è la guida ai 20 dataset e la mappa catastale per la consultazione immediata.
I dati aperti sostituiscono le visure?
No: servono per lavorare e analizzare, non per attestare. Per gli atti servono i documenti ufficiali dell'Agenzia, con i loro tributi. I dati aperti e i documenti ufficiali sono complementari: si analizza con i primi, si attesta con i secondi.
Come si cita correttamente un dataset aperto?
Con la fonte e la licenza, come richiesto dalle condizioni: per esempio, fonte Agenzia delle Entrate o fonte Zornade, con il nome del dataset e la licenza dichiarata nella scheda. L'attribuzione corretta è ciò che distingue il riuso lecito dalla violazione.
Qual è la differenza tra scaricare e interrogare via API?
Il download dà l'intero dataset in locale, adatto all'analisi in blocco e alle mappe offline. Le API rispondono a richieste puntuali, adatte alle applicazioni web e all'automazione, senza gestire file. I due canali sono complementari, ed entrambi gratuiti in Zornade.
Quanto pesano i dataset?
Dipende dal layer: i confini e le zone OMI sono leggeri, la popolazione e la subsidenza sono raster che pesano di più. Ogni scheda del catalogo dichiara dimensioni e formati, così si sceglie prima di scaricare.
Vuoi scaricare il tuo primo dataset? Apri il catalogo o genera un token API gratuito.
Foto di copertina: Miguel Cuenca su Pexels
