La categoria C/2 raccoglie magazzini e locali di deposito: cantine, soffitte, depositi condominiali, locali di sgombero. Nelle visure degli appartamenti compaiono quasi sempre come pertinenze, e proprio per questo il loro trattamento fiscale cambia a seconda che siano venduti insieme all'abitazione o da soli. Vediamo le regole.
Cosa rientra in C/2
La definizione catastale parla di locali destinati a deposito e magazzino, privi dei requisiti per essere abitati: cantine e soffitte innanzitutto, poi depositi al piano terra o seminterrato, locali di sgombero. Non rientrano le autorimesse, che sono C/6, e le tettoie, che sono C/7.
In visura si leggono categoria, classe, consistenza in metri quadri e rendita. La consistenza dei C/2 si misura in metri quadri catastali, e la rendita è di norma bassa: una cantina tipica sta sotto i 100 euro.
Il calcolo del valore catastale
I C/2 seguono il coefficiente delle categorie C diverse da C/1: 120, quindi 126 incorporando la rivalutazione del 5% della rendita. Ai fini IMU il moltiplicatore è 160, il più alto insieme alle abitazioni.
Un esempio: cantina con rendita di 70 euro. Valore catastale ai fini di registro e successione: 70 x 126 = 8.820 euro. Ai fini IMU: 70 x 1,05 x 160 = 11.760 euro di base imponibile, su cui si applica l'aliquota comunale.
Pertinenza o unità autonoma: la differenza pratica
Il punto che cambia tutto è il regime della pertinenza. Un C/2 venduto insieme all'abitazione come pertinenza segue le agevolazioni prima casa, se soddisfa i requisiti. Un C/2 venduto da solo segue le regole ordinarie, con imposta di registro al 9% se l'acquirente non ha agevolazioni. Il limite è uno per tipologia di pertinenza nell'agevolazione prima casa: una cantina va bene, la seconda no.
Nei rogiti vale la pena verificare che il C/2 sia effettivamente dichiarato come pertinenza nell'atto, perché l'omissione fa perdere l'agevolazione su quella porzione.
Gli errori più frequenti in visura
Tre situazioni ricorrenti. La prima: una cantina o un sottotetto accatastati come C/2 ma di fatto collegati all'abitazione e usati come estensione della stessa, con possibile variazione di categoria in sede di controllo. La seconda: un locale C/2 trasformato in garage senza variazione, che dovrebbe diventare C/6. La terza: consistenze non aggiornate dopo lavori.
La regola è semplice: la categoria deve riflettere l'uso reale e le caratteristiche del locale, e quando cambia l'uso si fa la variazione catastale DOCFA.
La lettura completa
La visura dà categoria e rendita del C/2. I dati geografici danno la particella, il fabbricato e il contesto: sulla mappa catastale ogni particella si apre con i layer completi, e le API restituiscono tutto in JSON.
La guida alle categorie catastali ha la tabella completa, la guida al valore catastale gli esempi per ogni categoria.
FAQ
Cosa significa categoria catastale C/2?
Magazzino o locale di deposito: cantine, soffitte, depositi, locali di sgombero. La consistenza si misura in metri quadri.
Come si calcola il valore catastale di un C/2?
Rendita x 126 (coefficiente 120 con rivalutazione 5%). Ai fini IMU il moltiplicatore è 160 sulla rendita rivalutata.
Un C/2 paga l'IMU?
Sì, salvo che sia pertinenza della prima casa. L'IMU si calcola con moltiplicatore 160 e aliquota comunale.
Che differenza c'è tra C/2 e C/6?
C/2 è deposito o magazzino, C/6 è autorimessa o box. Un locale C/2 usato come garage va regolarizzato con variazione catastale.
Il C/2 come pertinenza gode delle agevolazioni prima casa?
Sì, se venduto insieme all'abitazione e nel limite di una pertinenza per categoria. La pertinenza va dichiarata nell'atto.
Queste verifiche, dentro un flusso software, passano dalla pagina servizi.
Foto di copertina: Gustavo Fring su Pexels
