Il catasto impianti termici è il registro degli impianti di climatizzazione invernale ed estiva: caldaie, pompe di calore, condizionatori oltre una certa potenza, stufe e caminetti rilevanti. L'obbligo di istituirlo è nazionale, la gestione è regionale, e per il proprietario si traduce in due cose: l'impianto deve essere registrato, e la manutenzione va documentata. Quando si compra casa, è uno dei controlli che quasi nessuno fa e che quasi tutti pagano dopo.
Cosa contiene e chi lo gestisce
Ogni regione tiene il proprio catasto, alimentato dai manutentori abilitati che registrano gli interventi. Dentro ci sono i dati dell'impianto, la potenza, il combustibile, il responsabile e lo storico delle manutenzioni, compreso il cosiddetto bollino o libretto di impianto. Le regioni hanno interfacce diverse, ma la sostanza è la stessa: un registro pubblico degli impianti attivi sul territorio, usato anche per i controlli di efficienza energetica.
Cosa spetta al proprietario
Tre obblighi ricorrenti. Primo, l'impianto nuovo o sostituito va registrato nel catasto regionale, di norma a cura dell'installatore. Secondo, la manutenzione periodica va eseguita da un tecnico abilitato e registrata, con cadenze che dipendono dal tipo di impianto e dalla potenza. Terzo, il libretto di impianto va conservato e aggiornato: è il documento che dimostra la storia dell'impianto, e in caso di vendita va consegnato al nuovo proprietario. Chi non rispetta la manutenzione rischia sanzioni amministrative, che variano da regione a regione.
Il controllo che conviene fare quando compri
Quando si compra casa, il catasto impianti termici risponde a domande concrete: l'impianto è registrato? La manutenzione è in regola? Che età ha la caldaia? Un impianto non registrato o senza storico manutentivo è un costo nascosto, perché la prima cosa che farà un tecnico serio è rimetterlo in regola. La verifica si fa chiedendo il libretto al venditore e controllando la presenza dell'impianto nel catasto regionale, operazione possibile online in quasi tutte le regioni.
Il nesso con l'efficienza energetica
Il catasto impianti termici è anche lo strumento con cui le regioni spingono l'efficienza: gli impianti più vecchi e meno efficienti sono i primi a essere controllati, e le sostituzioni con pompe di calore o caldaie a condensazione godono delle agevolazioni casa. Per chi pianifica una ristrutturazione, il consiglio è partire dallo stato dell'impianto: è la voce che più spesso incrocia bonus, manutenzioni e controlli.
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Foto di copertina: Godfrey Atima su Pexels
