Dopo un'alluvione, il risarcimento si costruisce nelle prime settimane: fotografie, perizie e richieste presentate nei tempi e nei modi giusti. Chi improvvisa perde diritti, chi documenta metodicamente li conserva. Questa guida mette in fila la procedura.
La documentazione, subito
Il primo passo è fotografare tutto, prima di ripulire: danni a strutture, impianti, mobili e beni, con riferimenti che permettano di collegare ogni foto all'ambiente. Le foto vanno georeferenziate quando possibile, e accompagnate da una descrizione scritta con date. La posizione conta anche in un altro modo: sapere se l'immobile sta in un'area di pericolosità ISPRA, e in quale classe, dà contesto alla richiesta.
Su app.zornade.com la particella si apre con i layer di pericolosità alluvioni: la classe dell'area, P1, P2 o P3, è un dato che assicuratori e periti verificano.
La perizia
La perizia asseverata quantifica il danno e ne attesta il nesso con l'evento: serve per l'assicurazione, per i contributi statali e regionali, per eventuali contenziosi. Va commissionata a un professionista abilitato, con competenze specifiche in danni da evento naturale. Una perizia fatta bene elenca i danni, li misura, li fotografa e li traduce in costi di ripristino documentati.
Il contesto di rischio pesa sulla stima. L'analisi sui prezzi pubblicata nel nostro studio su rischio e mercato mostra che il mercato sconta il rischio alluvione in media del 4% sul prezzo: un dato utile per capire come il perito e l'assicuratore ragionano.
Le richieste, nei tempi giusti
Tre binari corrono in parallelo: la denuncia all'assicurazione, quando la polizza copre gli eventi alluvionali, da presentare nei termini di contratto; le richieste di contributo pubblico, aperte dalle ordinanze dopo ogni evento, con scadenze rigide; la segnalazione al comune per i danni alle parti comuni e alle infrastrutture. Ogni binario ha i suoi moduli e i suoi allegati, e la perizia è il filo che li tiene insieme.
Domande frequenti
L'assicurazione copre sempre l'alluvione?
No. Le polizze sul rischio catastrofale stanno diventando comuni dopo l'obbligo per le imprese del 2025, ma per i privati la copertura va verificata contratto per contratto.
Quanto tempo ho per denunciare?
I termini sono scritti nel contratto assicurativo, in genere pochi giorni. I contributi pubblici seguono le scadenze delle ordinanze.
La foto del telefono basta come prova?
È un elemento utile, specie se georeferenziata e accompagnata da descrizione. La perizia resta il documento che quantifica.
Come scopro la classe di pericolosità del mio immobile?
Aprendo la particella sulla mappa di app.zornade.com: i layer ISPRA sono consultabili gratis.
Per documentare la posizione della particella e la classe di pericolosità, parti dalla mappa su app.zornade.com, poi la perizia farà il resto.
