Chi deve integrare il catasto in un software scopre in fretta che le API catastali italiane non sono equivalenti: cambiano i dati esposti, la qualità del geocoding, le condizioni di licenza e il comportamento sotto carico. Questo confronto nasce dai test e dalle integrazioni che facciamo ogni settimana, aggiornato ad agosto 2026.
Le famiglie di API catastali in Italia
Ci sono quattro categorie, con caratteristiche tecniche molto diverse:
- API su dati ufficiali con arricchimento: espongono particelle, dati censuari e layer aggiuntivi (rischi, OMI, solare) con query per comune, foglio, particella e per indirizzo
- API di sola visura: girano attorno a SISTER e restituiscono documenti, non dati strutturati
- API di geocoding catastale: trasformano indirizzi in coordinate e identificativi catastali
- Middleware su portali ufficiali: automazioni non ufficiali con manutenzione continua
Le API Zornade rientrano nella prima famiglia: gratuite, con geocoding, ricerca particelle e dati arricchiti per particella.
I 7 criteri che separano un'API seria da una demo
- Copertura: l'Italia catastale è fatta di 85 milioni di particelle su 7.899 comuni. Un'API con copertura parziale è inutile per un prodotto nazionale. Verificare sempre con un campione di comuni piccoli, non solo Milano.
- Latenza sotto carico: una ricerca particella che risponde in 2 secondi in demo può degradare con 100 richieste concorrenti. Chiedere i numeri di p99 e testare in autonomia.
- Qualità del geocoding: cercare un indirizzo e ricevere coordinate non basta. Serve la risoluzione esatta su foglio e particella, altrimenti il valore catastale del dato si perde.
- Arricchimento: il dato censuario è la base. Rischi idrogeologici e sismici, quotazioni OMI, solare e redditi fanno la differenza tra una scheda immobile ricca e una vuota.
- Formati: GeoJSON e GeoPackage sono lo standard de facto GIS. Le API che restituiscono solo JSON piatto costringono a reimplementare la geografia.
- Licenza: quasi tutti i provider commerciali vietano la rivendita o il riuso esteso del dato. Se il dato è il prodotto, serve un fornitore o una licenza che lo consenta.
- Aggiornamento: il catasto cambia ogni giorno. Un'API ferma a dati di un anno fa produce visure fantasma.
I numeri che possiamo pubblicare dei nostri test
Le API particelle catastali di Zornade sono gratuite e senza registrazione per la prima fascia d'uso:
- Ricerca per comune, foglio e particella con risposta sotto i 300 ms di obiettivo su cache calda
- Geocoding inverso da coordinate a particella
- Dati arricchiti per particella: rischio sismico, alluvioni, frane, subsidenza, OMI, demografia, solare
- GeoJSON standard RFC 7946 in EPSG:4326
- Limiti generosi per l'uso gratuito e piano a pagamento per i volumi enterprise
Il modo più onesto di confrontare i provider è un mini benchmark con i propri dati: 100 indirizzi reali del proprio parco immobiliare, misurando copertura, esattezza catastale e latenza. Lo offriamo come primo passo di ogni valutazione.
FAQ
Esiste un'API ufficiale gratuita del catasto?
No. L'Agenzia delle Entrate non pubblica API per il catasto: i servizi ufficiali passano dai portali telematici. Le API sul mercato sono costruite da provider su dati ufficiali e fonti pubbliche.
Quanto costa un'API catastale?
Si va da API gratuite con limiti d'uso a canoni mensili di 50-300 € più costo per chiamata. Il costo vero va calcolato sul volume previsto e sui limiti di licenza.
Come si testa la qualità di un'API catastale?
Con un benchmark su indirizzi reali propri: percentuale di risoluzione, esattezza del foglio e particella, latenza p95 sotto carico, freschezza del dato.
Posso rivendere i dati di un'API commerciale?
Di norma no: le licenze limitano la ridistribuzione. Se il dato è il tuo prodotto, serve una fonte con licenza aperta o un accordo dedicato.
Stai scegliendo un'API catastale? Facciamo il benchmark sui tuoi dati: confronto tecnico gratuito.
