Cassini-Soldner, Gauss-Boaga e UTM: I Sistemi di Coordinate dell'Italia

Perché l'Italia usa più sistemi di coordinate, cosa sono Cassini-Soldner, Gauss-Boaga e UTM, e come scegliere il CRS giusto in QGIS senza spostare la mappa.

Redazione Zornade
4 min di lettura
Immagine di copertina per: Cassini-Soldner, Gauss-Boaga e UTM: I Sistemi di Coordinate dell'Italia

Un sistema di coordinate è il modo in cui una posizione sulla terra diventa un numero. L'Italia ne usa diversi, e chi lavora con i dati geografici li incontra tutti: Cassini-Soldner nei dati catastali storici, Gauss-Boaga nella cartografia nazionale, UTM nei dati moderni. Il problema classico è sempre lo stesso: apri un layer e finisce a migliaia di chilometri da dove dovrebbe essere, perché il sistema dichiarato non è quello vero.

Perché tanti sistemi

La terra non è piatta, e nessuna proiezione la rappresenta senza distorsioni. Ogni sistema è un compromesso: mantiene precise le distanze su una zona, gli angoli su un'altra, e sbaglia altrove. L'Italia è lunga e stretta, e per mantenerla precisa la si è sempre divisa in fusi e zone, ognuno con il suo sistema. A questo si somma la storia: ogni generazione di cartografia ha adottato il sistema migliore del suo tempo, e i dati vecchi non vengono sempre convertiti. Il risultato è l'attuale convivenza di sistemi, che va gestita, non subita.

Cassini-Soldner: il catasto storico

Cassini-Soldner è il sistema che il catasto italiano ha usato per oltre un secolo. È una proiezione che mantiene quasi perfette le misure lungo il meridiano centrale di ogni zona, e per questo il catasto l'ha adottata: le distanze sui fogli di mappa corrispondevano quasi esattamente a quelle misurate sul terreno. Il prezzo è che ogni provincia, o gruppo di province, ha il suo meridiano centrale e le sue origini, con piccole differenze tra una zona e l'altra. È il motivo per cui un dato catastale va gestito con il suo sistema di zona, non con uno generico.

Gauss-Boaga e UTM: i due sistemi nazionali

Gauss-Boaga è il sistema della cartografia italiana ufficiale del Novecento, basato sull'ellissoide di riferimento nazionale e diviso in due fusi, ovest ed est. Oggi la maggior parte dei dati moderni usa invece UTM, il sistema internazionale su cui si basano anche il GPS e le mappe web, con l'Italia divisa tra i fusi 32 e 33. I due sistemi si somigliano nel funzionamento ma non nei numeri: le coordinate di uno stesso punto sono diverse, e uno scambio produce errori dell'ordine delle centinaia di metri. In QGIS i codici più usati sono 3003 e 3004 per Gauss-Boaga, 32632 e 32633 per UTM.

Come scegliere il CRS giusto in QGIS

La regola numero uno: il CRS del progetto va scelto in base a cosa devi fare, e la scelta corretta nella maggior parte dei casi italiani è UTM nel fuso giusto, il 32 per l'ovest e il 33 per l'est, con il confine che passa in Sardegna e sulla costa tirrenica. La regola numero due: i layer si lasciano nel loro CRS originale, e ci pensa QGIS a riproiettarli al volo nel CRS del progetto. Se attivi la riproiezione al volo e la mappa salta lontano, il problema è quasi sempre il CRS dichiarato in modo sbagliato: va corretto con l'apposito comando, non riassegnato a occhio. Il comando che assegna un CRS e il comando che lo dichiara sono due cose diverse, e confonderli è l'errore più comune di tutti.

Il consiglio pratico

Quando ricevi dati da una pubblica amministrazione, leggi sempre i metadati: il sistema di riferimento è scritto lì, e fidarsi del software che lo indovina è un azzardo. Per i dati catastali, preparati a incontrare Cassini-Soldner con le sue origini di zona. Per il resto, UTM nel fuso giusto è la scelta di default che funziona quasi sempre. E se vuoi vedere in pratica come gestiamo sistemi di coordinate e particelle su scala nazionale, 85 milioni di particelle riportate a un sistema coerente su PostGIS 3.3 con PROJ 9.4, la mappa catastale di Zornade è un buon punto di partenza.

Foto di copertina: Daniil Komov su Pexels

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