Mappe avanzate: esagoni, spike map, flussi ed estrusione 3D

Quattro tipi di mappa meno comuni ma utili in casi specifici: griglia esagonale (hexbin), spike map, mappa di flusso ed estrusione 3D. Come funzionano e quando usarli su Zornade Studio.

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Redazione Zornade
5 min di lettura
Immagine di copertina per: Mappe avanzate: esagoni, spike map, flussi ed estrusione 3D

Oltre ai tipi di mappa più comuni (coropletica, punti, bivariata, cartogramma, calore), Zornade Studio offre quattro tipi più specialistici, ciascuno pensato per un caso d'uso preciso: griglia esagonale, spike map, mappa di flusso ed estrusione 3D. Non sono strumenti da usare di default, ma quando il dato lo richiede fanno una differenza reale.

Griglia esagonale (hexbin)

Quando hai una nuvola di punti troppo densa per essere letta come mappa di calore o come marker singoli, la griglia esagonale la aggrega in celle discrete: ogni esagono mostra un conteggio esatto (o il valore sommato, se hai una colonna peso), non solo una percezione visiva di densità come nella heatmap. La dimensione della griglia si adatta automaticamente all'estensione dei tuoi dati, così il risultato è sempre leggibile indipendentemente dalla scala geografica.

Quando usarla invece della mappa di calore: quando serve un numero preciso per cella (es. "quanti eventi in quest'area"), non solo un gradiente percettivo. Guarda anche la guida alla mappa di calore per il confronto diretto.

Griglia esagonale con celle colorate in base al conteggio di punti aggregati, confrontata visivamente con la stessa nuvola di punti come mappa di calore

Spike map

Disegna un triangolo sottile ("spike") sul punto rappresentativo di ogni area, con l'altezza proporzionale al valore - come un cartogramma verticale invece che orizzontale. Funziona sugli stessi dati di una mappa coropletica (un valore per area), non su punti sparsi: è un'alternativa quando vuoi un effetto visivo più immediato di "quanto è alto" un valore rispetto al semplice colore. Gli spike più alti vengono disegnati per primi, così quelli più bassi restano visibili sopra e non finiscono nascosti dietro i picchi vicini.

Quando usarla: per dataset con pochi valori molto alti che devono risaltare a colpo d'occhio (es. le 10-15 città più popolose su una mappa nazionale); con centinaia di aree diventa facilmente confusa.

Mappa di flusso

Disegna archi curvi tra un'origine e una destinazione: utile per pendolarismo, rotte commerciali, migrazioni o qualunque relazione origine→destinazione. Richiede quattro colonne numeriche di coordinate già pronte nel file (latitudine/longitudine di origine e di destinazione): come per la mappa a punti, Zornade Studio non geocodifica indirizzi testuali, quindi se parti da nomi di città o indirizzi vanno prima convertiti in coordinate con uno strumento esterno. Una colonna valore opzionale controlla lo spessore e il colore dell'arco.

Mappa di flusso con archi curvi che collegano più città di origine a una destinazione comune, spessore dell'arco proporzionale al valore

Quando usarla: quando la relazione tra due luoghi è il punto centrale della storia, non il valore assoluto di un singolo luogo.

Estrusione 3D

Solleva ogni area (regione, provincia, comune) in altezza proporzionalmente al suo valore, in una vista di mappa inclinata: stessa logica dati di una coropletica (un valore per area), ma con l'altezza al posto - o in aggiunta - al colore. L'altezza massima è regolabile con un moltiplicatore di scala, utile per accentuare o attenuare l'effetto a seconda di quanto sono sbilanciati i valori nel tuo dataset.

Quando usarla: per presentazioni e contenuti "d'impatto" dove l'effetto visivo tridimensionale aiuta a comunicare, più che per un'analisi precisa - la percezione della vera differenza tra due altezze in prospettiva 3D è meno accurata di un confronto di colori o posizioni 2D.

Un avvertimento comune a tutti e quattro

Questi quattro tipi sono più difficili da leggere correttamente rispetto a coropletica o punti: richiedono che chi guarda la mappa capisca subito cosa rappresenta l'altezza, lo spessore o la dimensione della cella. Vale sempre la pena aggiungere una legenda esplicita e, se possibile, una didascalia che spieghi la codifica visiva usata.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra hexbin e mappa di calore?

L'hexbin aggrega in celle discrete con un conteggio o valore esatto per cella; la mappa di calore mostra un gradiente continuo senza confini netti, più adatta a una percezione visiva della densità che a un numero preciso.

La mappa di flusso geocodifica automaticamente città o indirizzi?

No, servono quattro colonne numeriche di coordinate (lat/lon di origine e destinazione) già pronte nel file. Indirizzi testuali vanno geocodificati esternamente prima dell'import.

Su cosa si basa il valore di uno spike o di un'estrusione 3D?

Sullo stesso tipo di dato di una mappa coropletica: un valore numerico per area amministrativa (regione, provincia, comune), non su punti sparsi.

Quando NON conviene un'estrusione 3D?

Quando serve un confronto quantitativo preciso tra i valori: la percezione delle altezze in prospettiva 3D è meno accurata di un confronto di colori o posizioni in una vista 2D.

In sintesi

Questi quattro tipi coprono casi specifici e non sostituiscono i tipi di mappa più comuni: usali quando il dato ha davvero quella forma (nuvola densa di punti, un valore per area da far risaltare in altezza, o una relazione origine-destinazione), non come scelta di default. Se non sei sicuro di quale tipo di mappa fa per te, parti dalla guida generale alle mappe tematiche.

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