Chi lavora con i dati catastali italiani ha oggi più strumenti di quanti ne servano. Il problema è metterli in ordine: desktop, web e API fanno cose diverse, costano diversamente e si combinano secondo il progetto. Questo articolo è la mappa che avremmo voluto trovare quando abbiamo iniziato, con i numeri della nostra esperienza.
Il desktop: QGIS e gli strumenti attorno
QGIS è il punto di partenza obbligato per quasi ogni lavoro su mappe catastali. È open source, si scarica dal sito ufficiale del progetto, e attorno a sé ha una famiglia di strumenti che copre ogni necessità. GDAL per le conversioni e le trasformazioni di coordinate, PostGIS per i dati che crescono oltre i file, e una quantità di plugin per il catasto italiano. Il costo di licenza è zero, il costo reale è la formazione, che però si ripaga al primo progetto.
Sul catasto italiano il plugin che manteniamo noi, Zornade per QGIS, porta sulla mappa il profilo completo della particella: oltre 110 campi su 20 sezioni, dai dati catastali alle quotazioni OMI, dai rischi al solare. Dalla versione 3.2.0 scarica più particelle in parallelo e gestisce da solo i limiti di richiesta. Il tutorial completo sta in questo articolo.
Il web: MapLibre, Leaflet e i tutorial giusti
Quando i dati devono stare in un browser, la scelta è tra MapLibre, Leaflet e OpenLayers. MapLibre è la nostra prima scelta per le mappe vettoriali performanti, ed è la libreria che usiamo nelle nostre applicazioni. Per chi parte da zero abbiamo scritto un tutorial passo passo su come costruire un layer catastale con React e MapLibre, con il codice che usiamo in produzione.
Il web GIS cambia una regola del desktop: la scala dei dati. Un progetto QGIS carica un comune o una provincia, un'applicazione web può servire tutto il territorio nazionale, se dietro c'è un backend con indici spaziali. È il punto dove il GIS smette di essere un programma e diventa architettura.
I dati: file, dataset pronti e API
I dati catastali si ottengono per tre strade, in ordine di lavoro crescente. I file ufficiali, come il WFS del geoportale catastale distribuito con licenza CC-BY 4.0, richiedono ingestione e pulizia. I dataset pronti, come quelli del nostro portale download, arrivano già validati e ottimizzati per GIS: 13 dataset attivi, oltre 15.000 download, nei tre formati GIS principali, GeoPackage, GeoJSON e Shapefile, con le fonti ISPRA, INGV, Agenzia delle Entrate e ISTAT. Le API, infine, servono chi interroga a richiesta: la nostra espone 85 milioni di particelle con rischi, quotazioni e solare, e il piano gratuito ammette 10.000 richieste all'ora con attribuzione.

Il portale download di Zornade. Dataset validati e ottimizzati per GIS, con fonti ufficiali e tre formati.
| Desktop (QGIS) | Web (MapLibre e simili) | API | |
|---|---|---|---|
| Quando serve | Analisi, mappe di stampa, lavoro di studio | Prodotti che usano molte persone insieme | Integrazione in software e automazioni |
| Scala dei dati | Comune, provincia | Nazionale con backend adeguato | Nazionale, a richiesta |
| Costo di avvio | Basso | Medio, serve sviluppo | Basso, si parte col piano gratuito |
| Manutenzione | Minima | Dipende dal prodotto | A carico del fornitore dell'API |
La scelta per una software house
Una software house che costruisce un prodotto GIS ha davanti la decisione build versus buy, che abbiamo già trattato in questa guida. La sintesi vale per i dati catastali: ottenerli gratis è possibile, mantenerli aggiornati e coerenti su scala nazionale è il costo che la maggior parte delle stime dimentica. Per la scelta del fornitore, invece, c'è la guida alla scelta della software house GIS.
Noi copriamo entrambi i lati della barricata: sviluppiamo backend e mappe su misura con i servizi di sviluppo software, e manteniamo gli strumenti open source che chiunque può verificare. Il criterio che applichiamo ai progetti nostri vale anche per i vostri: il GIS si giudica sui dati sporchi, non sulla demo.
Domande frequenti
Qual è il miglior software GIS per i dati catastali italiani?
QGIS per il desktop, MapLibre o Leaflet per il web, un'API o dataset pronti per i dati. La risposta dipende dalla scala. Per un comune bastano file e desktop, per un prodotto nazionale serve architettura.
QGIS è gratis?
Sì, è open source e si scarica gratuitamente dal sito ufficiale del progetto, insieme a GDAL e a tutto il resto del mondo QGIS. I costi sono di formazione e di tempo, non di licenza.
Come carico una particella catastale in QGIS?
Con il plugin Zornade per QGIS: si cerca la particella e il profilo completo arriva sulla mappa con oltre 110 campi. Il tutorial completo, passo per passo, sta in questo articolo.
I dati del WFS dell'Agenzia sono pronti da usare?
Il WFS del geoportale catastale è pubblico con licenza CC-BY 4.0, ma richiede ingestione, pulizia e aggiornamento continuo. Per chi vuole saltare questo lavoro esistono i dataset già validati del nostro portale download.
Quali formati uso per scambiare dati GIS?
GeoPackage per il lavoro moderno, GeoJSON per il web e le API, Shapefile per la compatibilità con i software più vecchi. I nostri dataset sono disponibili in tutti e tre i formati.
MapLibre o Leaflet per un progetto web?
MapLibre per le mappe vettoriali con volumi importanti, Leaflet per progetti leggeri e veloci da avviare. Nel nostro tutorial usiamo MapLibre con React, ed è lo stack che teniamo in produzione.
Posso usare le API Zornade dentro un software commerciale?
Sì. Il piano gratuito ammette 10.000 richieste all'ora con attribuzione visibile, e la licenza commerciale rimuove l'attribuzione Zornade per i prodotti white-label. Le attribuzioni alle fonti pubbliche restano obbligatorie.
Lo stack GIS giusto si decide sui dati, non sui software. Partite dal portale download per toccare con mano i dataset, e se il progetto cresce oltre il desktop, parliamone: vi diciamo subito quali pezzi servono e quali no.
Foto di copertina: ArtHouse Studio su Pexels
