L'Italia che sprofonda: classifica della subsidenza comune per comune dai dati satellitari

8,5 milioni di punti InSAR, 7.898 comuni, 5 anni di dati Sentinel-1. Abbiamo calcolato la velocità media di deformazione del suolo per ogni comune italiano. Ecco chi sta scendendo più velocemente — e chi sta salendo. I numeri non mentono.

Zornade
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Immagine di copertina per: L'Italia che sprofonda: classifica della subsidenza comune per comune dai dati satellitari

In sintesi (30 secondi): abbiamo preso il dataset EGMS (European Ground Motion Service) L3 a 100m, derivato da immagini radar Sentinel-1 elaborate con tecnica InSAR (2019-2023), e calcolato la velocità media di deformazione verticale per ogni comune italiano. Non è una simulazione: è la misura satellitare del movimento reale del suolo, millimetro per millimetro, anno per anno.

I dati ci dicono che 1.847 comuni italiani stanno scendendo (subsidenza), 1.102 stanno salendo (uplift), e il resto è stabile. Ma più del numero assoluto, conta la velocità. E ci sono sorprese.

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Come funziona il satellite che misura se sprofondi

La tecnica si chiama InSAR (Interferometric Synthetic Aperture Radar). In pratica: il satellite Sentinel-1 dell'ESA passa sopra lo stesso punto ogni 6 giorni, manda un impulso radar, misura il tempo di ritorno. Se il terreno si è mosso di una frazione di millimetro, il tempo di ritorno cambia. Accumulando centinaia di passaggi, il segnale emerge dal rumore con precisione millimetrica.

L'EGMS (European Ground Motion Service) del programma Copernicus ha processato i dati Sentinel-1 dal 2019 al 2023 per tutta Europa. Per l'Italia, il prodotto L3 è un grigliato a 100 metri di risoluzione. Ogni cella riporta:

  • Velocità media in mm/anno lungo la linea di vista (LOS) del satellite. Negativo = il terreno si allontana dal satellite (sta scendendo, se il movimento è verticale).
  • Accelerazione: la velocità sta aumentando o diminuendo?
  • Trend: accelerating, decelerating, linear.
  • Classificazione di rischio nostra: da 0 (stabile) a 4 (subsidenza severa).

I punti sono 8.486.494 per l'Italia. Circa 10 GB di dati. Li abbiamo intersecati con i confini comunali ISTAT e calcolato la velocità media e massima per ogni comune.


La classifica: i 20 comuni che scendono più velocemente

# Comune Provincia Velocità media (mm/anno) Velocità max (mm/anno) Trend
1 Ravenna RA -7,8 -18,2 Accelerating
2 Porto Tolle RO -7,2 -15,6 Linear
3 Comacchio FE -6,9 -14,8 Accelerating
4 Argenta FE -6,5 -13,1 Linear
5 Jolanda di Savoia FE -6,3 -12,4 Linear
6 Codigoro FE -6,1 -12,0 Linear
7 Cervia RA -5,9 -11,8 Linear
8 Venezia VE -5,5 -10,2 Decelerating
9 Rosolina RO -5,4 -10,5 Linear
10 Goro FE -5,3 -9,8 Linear
11 Mesola FE -5,2 -9,5 Linear
12 Chioggia VE -5,0 -9,1 Linear
13 Fiscaglia FE -4,8 -8,7 Linear
14 Lagosanto FE -4,7 -8,4 Linear
15 Ariano nel Polesine RO -4,6 -8,1 Linear
16 Ostellato FE -4,5 -7,8 Linear
17 Taglio di Po RO -4,4 -7,5 Linear
18 Portomaggiore FE -4,3 -7,2 Linear
19 Alfonsine RA -4,2 -7,0 Linear
20 Massa Fiscaglia FE -4,1 -6,8 Linear

Due cose balzano all'occhio subito.

Primo: il dominio assoluto del Delta del Po e della costa ferrarese-ravennate. Non è una novità per chi conosce la geologia della Pianura Padana orientale: sono sedimenti recenti, compattano naturalmente. Ma la velocità è impressionante. Ravenna: -7,8 mm/anno medi. In 30 anni sono 23 centimetri. Non è un problema per le case (che hanno fondamenta), ma lo è per le condotte, le strade, gli argini, le bonifiche. E lo sarà sempre di più con l'innalzamento del mare (circa +3 mm/anno nell'Adriatico settentrionale). Subsidenza + innalzamento = 1 cm/anno di perdita di quota relativa sul mare. Un metro al secolo.

Secondo: Venezia non è la peggiore. Il mito di Venezia che sprofonda è duro a morire, ma i dati EGMS mostrano che la città sta decelerando: il MOSE e la riduzione dell'estrazione di acqua dalle falde negli ultimi decenni hanno rallentato la subsidenza. Resta un problema (-5,5 mm/anno non sono pochi), ma non è il caso più grave.


Chi sta salendo?

1.102 comuni mostrano uplift (velocità media positiva). I valori sono più modesti della subsidenza, ma esistono. Le cause sono diverse:

  • Appennino centrale: uplift post-sismico (terremoto 2016-2017). I satelliti hanno misurato un rimbalzo elastico della crosta dopo il rilascio di stress. Amatrice e Accumoli mostrano +1-2 mm/anno.
  • Aree vulcaniche: i Campi Flegrei mostrano uplift fino a +15 mm/anno (massimo nazionale), ma è deformazione vulcanica, non "il terreno che sale". È il bradisisma: la camera magmatica si gonfia. Fenomeno noto, monitorato, potenzialmente pericoloso.
  • Alpi centrali: sollevamento tettonico di fondo, +0,5-1 mm/anno. Impercettibile alla scala umana, significativo su scale geologiche.

La mappa del rischio subsidenza: dove fa più male

La subsidenza non è distribuita uniformemente. Ci sono cluster molto precisi:

Cluster 1: Delta del Po e costa ferrarese (il peggiore)

31 comuni con velocità media < -3 mm/anno. Causa primaria: compattazione naturale di sedimenti olocenici. Causa secondaria: estrazione di metano dalle falde profonde (in calo ma non azzerata). Il dato preoccupante è il trend accelerating in 3 comuni (Ravenna, Comacchio, Argenta): la velocità sta aumentando. Perché? Ipotesi: (1) drenaggio agricolo che abbassa la falda superficiale, (2) aumento del carico urbano su terreni non consolidati. Servirebbero studi mirati.

Cluster 2: Pianura Pontina (Lazio meridionale)

10 comuni con subsidenza moderata (-2/-3 mm/anno). Latina, Aprilia, Cisterna. Causa: compattazione di sedimenti recenti + emungimento falda per agricoltura. Meno veloce del Delta del Po, ma interessa aree molto più popolate.

Cluster 3: Piana di Gela e costa meridionale siciliana

8 comuni con subsidenza significativa (-3/-5 mm/anno). Causa mista: tettonica + estrazione idrocarburi (il petrolchimico di Gela ha estratto per decenni). In calo dopo la chiusura di molti pozzi.

Cluster 4: Costa adriatica marchigiana-abruzzese

Subsidenza diffusa ma più lenta (-2/-3 mm/anno). Causa: compattazione sedimenti + erosione costiera. Il problema qui non è la velocità assoluta, ma la combinazione con l'erosione: il terreno scende e la linea di costa arretra. Doppio colpo.


Cosa c'entra col catasto

C'entra perché ogni particella catastale ha un suo valore di subsidenza. Se stai per comprare un terreno a Comacchio, il fatto che la particella stia scendendo di 6,9 mm/anno medi è un'informazione che dovresti avere. Non te la dà la visura. Non te la dà il notaio. Non te la dà la banca (ancora).

Noi te la diamo. Gratis. Per ogni particella d'Italia.

E secondo noi, tra qualche anno, sarà un dato richiesto nelle due diligence immobiliari. Come oggi si chiede la classe sismica o la conformità urbanistica. Perché se il terreno scende, il valore dell'immobile scende con lui — anche se il mercato ancora non se n'è accorto (ne abbiamo parlato nell'articolo su rischio e prezzi).


I dati aperti

Il dataset EGMS originale è open (licenza Copernicus). Noi l'abbiamo rielaborato in un GeoPackage da 2,4 GB con 8,5 milioni di celle classificate per rischio e velocità. Lo trovate nei Data Downloads insieme agli altri 10+ dataset GIS. Se vi serve il dato puntuale per una particella specifica, app.zornade.com ve lo tira fuori in 200 millisecondi.

E se avete domande su cosa significhi per la vostra proprietà: hello@zornade.com. Non facciamo perizie, ma sappiamo leggere i dati. E vi diciamo se dovete preoccuparvi.

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