Chi cerca "api catastali prezzo" di solito vuole un numero. Il numero esiste, ma da solo non dice niente: due API che costano uguale possono costare dieci volte tanto a volume reale. Qui spieghiamo i quattro modelli di prezzo che trovi sul mercato italiano e come fare il conto sul tuo caso.
I quattro modelli di prezzo
Il mercato delle API catastali italiane usa quattro formule:
- Gratuito con limiti orari: il piano base delle API Zornade, 1.000 richieste all'ora per token, pensato per sviluppo e volumi contenuti
- Canone fisso mensile: da circa 50 a 300 euro al mese, con un tetto di chiamate incluso e costo extra oltre il tetto
- Pagamento a volume: si paga per chiamata o per migliaia di chiamate, utile quando il traffico è imprevedibile
- Licenza dati annuale: accesso bulk o rivendita, con contratto dedicato e prezzo negoziato
Un dettaglio che sfugge quasi sempre: molti canoni non includono l'arricchimento. Paghi le visure, poi scopri che rischio idrogeologico, OMI o demografia sono moduli separati.
Il conto da fare prima di firmare
Il costo vero si calcola in tre passaggi.
Primo, il volume. Conta le chiamate reali che farai in un mese, con un margine del 30%. Se il tuo software fa una chiamata per immobile analizzato e ne analizzi 500 al giorno, sono circa 13.000 chiamate al mese lavorativo.
Secondo, il costo marginale. Canone diviso chiamate incluse, più l'extra oltre il tetto. Un canone da 150 euro con 10.000 chiamate incluse costa 0,015 euro a chiamata, che diventa 0,03 o più oltre soglia.
Terzo, la licenza. Se il dato è dentro il tuo prodotto e lo rivendi, la maggior parte dei contratti standard lo vieta. Quel costo va messo in tabella subito, perché cambiare fornitore a prodotto finito è un lavoro da settimane.
Cosa succede sui nostri numeri
Le nostre API hanno 315 token attivi e 59.564 richieste negli ultimi 30 giorni, con un picco di 9.017 in un giorno solo. I clienti che arrivano al piano a pagamento sono quasi sempre software house che superano il tetto gratuito nei momenti di picco, non nella media.
Il piano gratuito con 1.000 richieste all'ora copre la stragrande maggioranza dei progetti in fase di sviluppo e dei prodotti a basso volume. Conviene partire da lì e misurare i propri numeri reali prima di comprare qualunque piano.
Le tre trappole dei listini
La prima trappola è la latenza pagata: un'API lenta ti fa pagare in timeout e retry. La mediana delle nostre risposte è 204-414 ms a seconda dell'endpoint, quindi il dimensionamento lato client resta semplice.
La seconda è la copertura: 85,2 milioni di particelle su 7.899 comuni è il dato nazionale. Un'API che copre 4.000 comuni ti farà scoprire i buchi quando un cliente apre una pratica in un comune di montagna.
La terza è l'aggiornamento: il catasto cambia ogni giorno e un fornitore che aggiorna i dati due volte l'anno ti consegna visure fantasma.
FAQ
Quanto costa un'API catastale?
Da zero (piani gratuiti con limiti) a 50-300 euro al mese di canone, più eventuali costi a chiamata. Il costo reale dipende dal volume e dai moduli inclusi.
Cosa significa 1.000 richieste all'ora?
Una finestra scorrevole di un'ora: puoi fare 1.000 chiamate nell'ora, poi il limite si libera man mano. Oltre soglia arriva un 429 con l'orario di reset nell'header.
Posso rivendere i dati presi via API?
Con i contratti standard quasi mai. Le nostre API gratuite sono per uso interno al tuo prodotto, la rivendita del dato richiede una licenza commerciale separata.
Come scelgo tra canone e pagamento a volume?
Se il traffico è stabile conviene il canone, se è stagionale conviene il volume. L'unico modo per saperlo è misurare le tue chiamate per due mesi.
Per il conto esatto sul tuo volume scrivici, lo facciamo insieme in mezz'ora.
