Chi lavora con software e dati fiscali italiani aspettava da anni che l'Agenzia delle Entrate aprisse delle API vere. Dal 2024 esistono, e nel 2026 hanno iniziato a essere utilizzabili per davvero. Vale la pena capire cosa offrono, perché la risposta corta è che riguardano il mondo fiscale, quasi per niente quello catastale.
Da dove arriva
La base normativa è l'articolo 23 del Decreto Legislativo 1/2024, la riforma fiscale. Prevede che dati, documenti, atti e comunicazioni possano essere acquisiti, anche in modo massivo, attraverso servizi digitali di interoperabilità. L'Agenzia ha costruito la sua piattaforma API Management su api-management.agenziaentrate.gov.it, con un portale di registrazione chiamato RegistrazioneAPIWeb e un catalogo dei servizi di interoperabilità.
Cosa c'è dentro oggi
Due blocchi di servizi, al momento. Il primo è la verifica di esistenza e validità del codice fiscale e della partita IVA in cooperazione applicativa, pensata per chi deve validare clienti e fornitori senza interrogazioni manuali. Il secondo, partito a luglio 2026 con la guida operativa ufficiale, è l'acquisizione massiva delle Certificazioni Uniche 2024 e 2025 dal cassetto fiscale, riservata agli intermediari telematici con delega dei propri clienti. Le regole generali sono state definite proprio in quella guida, e il forum Italia ne discute parecchio, soprattutto i commercialisti che si preparano agli invii di massa.
La piattaforma è ancora in fase sperimentale. Le tipologie di dati esposte sono poche, e l'accesso passa da una registrazione con autenticazione forte sul portale dedicato, adesione ai singoli servizi e, per i dati dei clienti, delega già in essere.
Cosa NON c'è
Qui arriva il punto che interessa a noi. Dentro la piattaforma API Management non trovate i dati catastali massivi. La cartografia catastale dell'Agenzia sta su un'altra strada, il servizio WFS INSPIRE con download per aree, e le visure stanno su SISTER. Chi costruisce software immobiliare, portali, CRM per agenzie o strumenti di due diligence ha bisogno di particelle, foglio e mappale, quotazioni OMI, rischio idrogeologico, indirizzi. Quel tipo di dati non passa dalle API fiscali dell'Agenzia.
Noi la pensiamo diversamente. La piattaforma API Management è uno strumento per adempimenti, ottimo per chi deve scaricare CU e validare partite IVA in automatico. Per alimentare un prodotto con i dati del territorio serve altro, e il catasto in forma machine-readable è esattamente il nostro mestiere.
Le API dati catastali di Zornade espongono 85 milioni di particelle con 20 blocchi dati selezionabili, token gratuito a 10.000 richieste/ora su app.zornade.com/api. L'attribuzione a Zornade è rinunciabile solo con licenza commerciale, quella alle fonti dati mai.
In pratica
Se lavorate solo con dati fiscali, registratevi sul portale API Management dell'Agenzia e leggete la guida operativa di luglio 2026: è la strada giusta e non passa da intermediari. Se invece il vostro problema è sapere cosa c'è su una particella, cosa vale, e che rischi porta, il percorso è un altro, e parte da una chiave gratuita.
Foto di copertina: Nikolaj Jepsen su Pexels
