Quando hai centinaia o migliaia di punti geografici - segnalazioni, transazioni, sensori, eventi - mostrarli tutti come singoli marker sulla mappa diventa presto illeggibile: si sovrappongono, si accavallano, non si distingue più dove è alta la concentrazione. Una mappa di calore (heatmap) risolve il problema trasformando la nuvola di punti in una superficie continua di colore, dal blu (bassa densità) al rosso (alta densità), leggibile a colpo d'occhio anche con dataset molto grandi.
Come funziona il calcolo della densità
La heatmap non conta semplicemente "quanti punti ci sono in un'area": ogni punto contribuisce alla densità con un peso che dipende, se presente, da una colonna numerica del dataset (es. importo di una transazione, gravità di una segnalazione); se non è impostata nessuna colonna valore, ogni punto conta semplicemente come 1, e la mappa mostra la pura concentrazione geografica dei punti. Il raggio di influenza di ogni punto e l'intensità del colore si adattano automaticamente al livello di zoom, così la mappa resta leggibile sia in vista d'insieme sia quando ci si avvicina a una singola zona.

Quando usarla (e quando preferire altro)
Usala quando:
- Hai centinaia o migliaia di punti e l'obiettivo è mostrare dove si concentra il fenomeno, non il valore esatto di ogni singolo punto
- I punti si sovrappongono troppo per essere leggibili come marker individuali
Non usarla se:
- Hai poche decine di punti: in quel caso una mappa a punti con marker singoli resta più informativa e permette di identificare ogni singolo elemento
- Serve un'aggregazione con confini netti e conteggi precisi per cella (in quel caso una griglia esagonale è più adatta: la trovi nella guida alle mappe avanzate)
Come costruirla su Zornade Studio
- Dati: carica un file con colonne di latitudine e longitudine (coordinate già pronte, non indirizzi testuali) e, opzionalmente, una colonna numerica da usare come peso.
- Struttura: colleghi le colonne lat/lon; se hai una colonna valore, collegala come peso della densità, altrimenti la mappa userà il semplice conteggio dei punti.
- Design: scegli Mappa di calore dal catalogo, poi personalizza la palette del gradiente (es. blu-giallo-rosso o altre disponibili).

- Pubblicazione: embed
<iframe>responsive, export PNG e CSV.
Un limite da conoscere
Come per la mappa a punti, Zornade Studio non geocodifica automaticamente indirizzi testuali: servono coordinate numeriche lat/lon già pronte nel file. Se hai solo indirizzi in formato testo, vanno geocodificati con uno strumento esterno prima dell'import.
Domande frequenti
Quanti punti servono per giustificare una mappa di calore?
Non c'è una soglia fissa, ma indicativamente da qualche centinaio in su: con poche decine di punti una mappa a marker singoli resta più informativa.
Cosa succede se non ho una colonna valore da usare come peso?
Ogni punto conta semplicemente come 1, e la mappa mostra la pura concentrazione geografica dei punti, indipendentemente da qualunque altro dato.
La mappa di calore richiede indirizzi geocodificati?
Sì, servono coordinate lat/lon numeriche già pronte nel file; Zornade Studio non converte automaticamente un indirizzo testuale in coordinate.
Qual è la differenza tra mappa di calore ed esagoni (hexbin)?
La heatmap produce un gradiente continuo senza confini netti tra celle; una griglia esagonale (hexbin) aggrega invece i punti in celle discrete con un conteggio preciso per cella, utile quando serve un numero esatto oltre alla percezione visiva della densità.
In sintesi
La mappa di calore è lo strumento giusto per mostrare "dove si concentra" un fenomeno puntuale su larga scala, senza pretendere di identificare ogni singolo evento. Se invece hai dati aggregati per area amministrativa (comune, provincia, regione), la mappa coropletica è lo strumento corretto. Se non sei sicuro di quale tipo di mappa fa per te, parti dalla guida generale alle mappe tematiche.
