Allerta Protezione Civile sulle tue proprietà: come l'abbiamo costruita
Da oggi chi ha particelle catastali salvate su Zornade riceve una mail quando il Bollettino di Criticità della Protezione Civile segnala un'allerta idraulica, temporali forti o idrogeologica sulla zona di una di quelle particelle. Stessa logica del sistema di allerta incendi via satellite di cui abbiamo parlato di recente: prendere un flusso di dati pubblico e ufficiale, verificarlo, e trasformarlo in una notifica su un pezzo di terra specifico invece che in un bollettino nazionale che quasi nessuno controlla ogni giorno.
Il Bollettino di Criticità esiste dal 2004 (Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio di quell'anno) e viene pubblicato ogni giorno dalla Protezione Civile: 187 zone di allerta su tutto il territorio nazionale, tre categorie di rischio (idraulico, temporali, idrogeologico), quattro livelli (verde/nessuna allerta, giallo, arancione, rosso). È pubblico, gratuito, aggiornato quotidianamente. Il problema è che è pensato per essere letto su una mappa nazionale, non per dirti se la casa di famiglia in provincia di Piacenza rientra oggi in una delle 187 zone allertate.
Il contesto: un bollettino nazionale, non una notifica personale
Chi vuole sapere se una sua proprietà è oggi sotto allerta deve aprire il bollettino, cercare a occhio la zona giusta su una mappa disegnata per la scala regionale, e ripetere l'operazione ogni giorno. Non esiste un modo per iscriversi e ricevere un avviso solo quando cambia qualcosa che riguarda specificamente un terreno o un immobile che possiedi. È lo stesso problema che avevamo già affrontato con gli incendi: il dato pubblico esiste, è aggiornato, ma nessuno lo trasforma in qualcosa di utile per il singolo proprietario.
Cosa significano i colori del bollettino, in pratica
Il codice colore è identico su tutto il territorio nazionale (lo stesso usato da tutte le Regioni per i propri bollettini locali) ed è definito dalle Indicazioni Operative del Dipartimento della Protezione Civile del 10 febbraio 2016:
- Verde: nessuna allerta.
- Giallo: possibilità di fenomeni localizzati con un basso grado di pericolo per le persone e danni limitati.
- Arancione: possibilità che si verifichi la combinazione di fenomeni più intensi e più diffusi, oppure la forte presenza di uno solo di essi, con un grado medio di pericolo e danni più estesi.
- Rosso: possibilità di fenomeni molto intensi e molto diffusi, oppure di uno solo di essi, con pericolo molto elevato per le persone e danni ingenti ed estesi.
Una nota tecnica utile per capire perché, nella tabella di notifica più sotto, trattiamo i temporali diversamente dagli altri due rischi: per il rischio temporali il livello massimo previsto dalla normativa è l'arancione. Il rosso non esiste per questa categoria, non per una scelta nostra o un limite dei dati, ma perché - per definizione ufficiale della Protezione Civile - i fenomeni che giustificherebbero un rosso per temporali sono già inclusi nello scenario di rosso per rischio idrogeologico. È lo stesso motivo per cui, nel nostro campione di 36 bollettini (vedi sotto), il rosso per temporali non è mai comparso: non è un caso statistico, è strutturalmente impossibile per normativa.
L'allerta è anche il riferimento per le fasi operative di protezione civile locali (attenzione, preallarme, allarme), attivate dai Comuni secondo i propri piani: il colore del bollettino nazionale non dice direttamente "cosa fare", ma è l'input che i piani comunali usano per decidere quando attivarsi.
Cosa fare in base al livello di allerta
- Giallo: nessuna azione necessaria oltre a tenersi informati, salvo indicazioni specifiche del proprio Comune per zone già note come fragili (per esempio aree soggette ad allagamenti ricorrenti).
- Arancione: evita spostamenti non necessari nelle aree esposte (zone golenali, sottopassi, aree storicamente soggette ad allagamento), metti in sicurezza i beni all'aperto e verifica se il tuo Comune ha emesso ordinanze specifiche (chiusura scuole, parchi, aree verdi).
- Rosso: segui le indicazioni del Sindaco e della Protezione Civile locale, evita del tutto le aree a rischio, tieniti pronto a un'eventuale evacuazione se richiesta dalle autorità.
Un canale complementare a questo servizio è IT-Alert, il sistema pubblico nazionale che invia notifiche dirette sul cellulare nella zona interessata quando le autorità lo attivano per rischi gravi e imminenti: la nostra email via particella salvata è un surplus informativo utile per pianificare, non sostituisce IT-Alert né le comunicazioni ufficiali del proprio Comune.
L'infrastruttura: cosa gira sotto
Il dato arriva da una fonte che si è rivelata migliore del previsto: il repository GitHub ufficiale pcm-dpc/DPC-Bollettini-Criticita-Idrogeologica-Idraulica, pubblicato dalla Protezione Civile stessa via pipeline automatica, licenza CC-BY-4.0, storico che risale al 2020. Ogni bollettino include un file topojson con, per ciascuna delle 187 zone, l'elenco dei comuni che ne fanno parte e il livello dei 3 rischi. Non serve nemmeno la geometria per il match: basta costruire una volta la tabella comune → zona di allerta (i nomi non cambiano da un giorno all'altro) e poi, a ogni nuovo bollettino, leggere solo i tre valori di rischio della zona a cui appartiene il comune di ogni particella salvata.
Due funzioni schedulate (via pg_cron, alle 15:00 e alle 19:00 UTC - il bollettino può essere corretto in giornata con aggiornamenti ed errata corrige, due controlli bilanciano tempestività e semplicità) scaricano il bollettino del giorno e aggiornano l'archivio: 187 zone, 7.891 comuni ingeriti a ogni ciclo, con le allerte generate per le particelle salvate che ricadono in una zona non verde. Le zone non sono affatto omogenee per dimensione: la più grande, "Pianura settentrionale", raggruppa 271 comuni, mentre la più piccola, "Ombrone Gr-Costa", ne copre uno solo - quindi un'allerta sulla stessa zona può voler dire cose molto diverse a seconda di dove ricade la particella al suo interno.
Una nota di servizio pubblico che vale la pena raccontare: i nomi dei file del bollettino (YYYYMMDD_HHMM.json) non sono enumerabili, e la pipeline di pubblicazione della Protezione Civile genera un commit GitHub separato per ogni singolo file del bollettino (anteprime PNG, topojson di oggi e domani, geojson, archivi zip) - per un bollettino completo si osservano tipicamente più di dieci commit distinti nello stesso minuto. Un primo tentativo di trovare il file del giorno leggendo gli ultimi 10 commit falliva regolarmente: il commit con l'indice JSON che serve non è mai tra i primi. Con 100 (il massimo consentito dall'API GitHub in una chiamata) si trova sempre al primo tentativo utile.
Il problema: non tutte le allerte gialle meritano una mail
La parte facile di questo sistema - leggere un JSON, fare un join per nome comune, mandare una mail - non è il valore vero. Il valore è aver evitato l'errore più ovvio: notificare ogni singola allerta non verde, indipendentemente da quanto sia probabile o rilevante per quella specifica particella.
Per capire quanto sarebbe stato rumoroso, abbiamo campionato 36 bollettini (uno a settimana, giugno-settembre 2024 e 2025, la stagione con più fenomeni). Un'allerta gialla per temporali era presente in almeno una delle 187 zone in 30 giorni su 36 (83%). Se avessimo notificato ogni giallo senza filtro, chiunque avesse una particella in una zona anche solo moderatamente instabile avrebbe ricevuto una mail quasi ogni giorno per mezza estate - la stessa dinamica della ciminiera industriale scambiata per incendio nell'articolo precedente: se un'allerta arriva sempre, smette di significare qualcosa.
L'arancione per temporali, invece, compariva in almeno una zona su 187 solo 5 giorni su 36 (14%), e quella è la probabilità che l'allerta esista da qualche parte in Italia, non per una zona specifica - per una singola zona la probabilità reale è molto più bassa. Il rosso per temporali non è mai comparso nel campione: 0 su 36. Su questa base abbiamo deciso di includere l'arancione senza filtri aggiuntivi (non è a rischio spam) ma di scartare sempre il giallo per temporali.
Per idraulico e idrogeologico il ragionamento è diverso, perché esiste un dato indipendente con cui incrociare l'allerta: Zornade ha già, per la maggior parte delle particelle catastali italiane, un indicatore di suscettibilità basato sulle mappe di pericolosità ISPRA/PAI (14,1 milioni di particelle con un livello di rischio alluvione noto, 20,7 milioni con un livello di rischio frana noto, su 85 milioni totali). Un'allerta gialla o arancione su una zona enorme non dice nulla sulla singola particella; sapere che quella particella è già in un'area classificata a rischio da un dato storico e verificato, sì.
Cosa notifichiamo e cosa no
| Rischio | Rosso | Arancione | Giallo |
|---|---|---|---|
| Idraulico | Sempre | Solo se la particella è già in area a rischio alluvione (dato ISPRA/PAI) | Solo se la particella è già in area a rischio alluvione |
| Idrogeologico | Sempre | Solo se la particella è già in area a rischio frana (dato ISPRA/PAI) | Solo se la particella è già in area a rischio frana |
| Temporali | Sempre | Sempre (nessun dato di suscettibilità disponibile per i temporali) | Mai |
Il rosso, il livello più grave, notifica sempre e senza eccezioni: a quel punto la severità stessa del bollettino è il segnale, non serve incrociare altro. È lo stesso principio della confidence "high" negli hotspot satellitari degli incendi: più il dato grezzo è già affidabile alla fonte, meno filtri aggiuntivi servono.
Sulla mappa, le zone con un'allerta attiva sono visibili come poligoni colorati (giallo/arancione/rosso, coerenti con i colori ufficiali della Direttiva), con un tooltip al passaggio del mouse che mostra il dettaglio dei tre rischi. Nella pagina delle particelle salvate compare un filtro dedicato e un'etichetta sulla card della particella interessata, sullo stesso modello già usato per gli incendi.
Un esempio concreto, utile per capire quanto possa essere "silenzioso" questo sistema nella normalità: il bollettino del 5 luglio 2026 (l'ultimo disponibile al momento della stesura) segnalava verde su tutte le 187 zone, per tutti e tre i rischi. Nessuna allerta attiva significa nessuna mail: il sistema non genera rumore quando non c'è nulla da segnalare, ed è esattamente il comportamento atteso.
I limiti, dichiarati
- Copre solo il bollettino di "oggi", non quello di "domani" (la Protezione Civile pubblica entrambi): in questa prima versione guardiamo solo la finestra più immediata.
- Nessun dato di suscettibilità per i temporali: l'arancione notifica sempre, senza poter distinguere una particella realmente esposta da una che si trova ai margini della zona. Non esiste, a differenza di alluvioni e frane, una mappa PAI equivalente per i temporali forti.
- Il match è per nome zona/comune, non per un identificativo numerico stabile: il dataset DPC non ne ha uno. Abbiamo verificato che i nomi restano invariati su bollettini distanti anni (stesso nome zona identico dal 2020 a oggi), ma è comunque una chiave testuale, non un codice.
- Aggiornamento due volte al giorno, non push istantaneo: un cambio di livello a metà mattina può arrivare in mail solo al ciclo delle 15:00 o delle 19:00 UTC.
- I file sorgente della Protezione Civile hanno occasionalmente un difetto di encoding: in un bollettino su quattro campionati abbiamo trovato caratteri accentati corrotti nei nomi dei comuni (un carattere di sostituzione Unicode al posto della vocale). È un difetto della pipeline di pubblicazione DPC, non nostro, raro mattutino ma gestito in modo difensivo (il match comune → zona non fallisce silenziosamente su un nome corrotto, semplicemente non trova corrispondenza per quel singolo comune in quel bollettino).
Domande frequenti
Cosa significa esattamente un'allerta gialla o arancione per la mia particella?
Dipende dal rischio. Per idraulico e idrogeologico, un'allerta arancione o gialla ti viene notificata solo se la particella è già in un'area classificata a rischio da ISPRA/PAI: se ricevi la mail, la zona segnalata dal bollettino si sovrappone a un rischio strutturale già noto sul tuo terreno, non solo a un'allerta meteo generica. Per i temporali, invece, l'arancione notifica sempre (non esiste un dato di suscettibilità equivalente).
Perché non ricevo una mail per ogni allerta gialla?
Perché nel nostro campione di 36 bollettini un'allerta gialla per temporali era presente da qualche parte in Italia 30 giorni su 36 (83%): notificarla sempre, senza incrociarla con nient'altro, l'avrebbe resa rumore quotidiano invece che un segnale utile.
Cosa devo fare quando ricevo un'allerta arancione o rossa?
Vedi la sezione "Cosa fare in base al livello di allerta" più sopra. In sintesi: arancione, evita spostamenti non necessari nelle aree esposte; rosso, segui le indicazioni del Sindaco/Protezione Civile locale ed evita del tutto le zone a rischio.
Questo sistema sostituisce IT-Alert o i canali ufficiali del mio Comune?
No. È un complemento: IT-Alert e le comunicazioni ufficiali locali restano il canale con autorità in caso di emergenza reale. La nostra email aggiunge il collegamento specifico con le tue particelle salvate, che il bollettino nazionale da solo non fornisce.
Il bollettino copre anche la fascia di domani, non solo quella di oggi?
La Protezione Civile pubblica entrambe le fasce, ma in questa prima versione monitoriamo solo il bollettino di "oggi": la finestra di "domani" non è ancora coperta.
Posso disattivare le notifiche?
Sì, dal tuo profilo, con lo stesso interruttore usato per le allerte incendio.
Con quale frequenza si aggiorna il sistema?
Due volte al giorno (15:00 e 19:00 UTC), non con un push istantaneo: un cambio di livello a metà mattina arriva in mail solo al ciclo successivo.
Un ultimo chiarimento
Questo sistema usa un dato di suscettibilità (le mappe di pericolosità ISPRA/PAI) che avevamo già in piattaforma per altri scopi, incrociato con il bollettino DPC invece di notificare ogni singola allerta non verde. I numeri di questo articolo (187 zone, 7.891 comuni, il campione di 36 bollettini, l'esempio del 5 luglio) sono aggiornati al 6 luglio 2026.
Se hai particelle salvate, l'allerta è già attiva. Si disattiva dal tuo profilo, come quella degli incendi.
