Perché la mappa catastale di Zornade è gratis: il modello dei dati civici aperti

Dietro un servizio gratuito c'è sempre una domanda: chi paga? La risposta onesta sul modello di Zornade: dati pubblici resi accessibili gratis ai cittadini, servizi professionali per chi ci lavora. Senza paywall nascosti.

Redazione Zornade
3 min di lettura
Immagine di copertina per: Perché la mappa catastale di Zornade è gratis: il modello dei dati civici aperti

La domanda giusta davanti a un servizio gratuito non è "è davvero gratis?" ma "chi lo paga, e con quale interesse?". Per Zornade la risposta è semplice e la scriviamo qui: la mappa catastale e i layer di rischio sono gratuiti per i cittadini perché il dato di base è pubblico, e la piattaforma si sostiene con i servizi professionali per aziende e PA. Niente paywall nascosti, niente "gratis per 30 giorni".

Il principio: il dato pubblico resta pubblico

La cartografia catastale, i dati di rischio (INGV, ISPRA, EGMS), le quotazioni OMI, il censimento: sono tutti dati pubblici, prodotti con fondi pubblici. Il nostro lavoro è renderli usabili: normalizzati su un identificatore comune (la particella), interrogabili su una mappa, aggiornati con continuità. Il costo di questa infrastruttura esiste, ma non lo scarichiamo sulla consultazione dei cittadini.

Il riconoscimento ufficiale di questo approccio è arrivato anche dall'esterno: app.zornade.com è entrata nel catalogo Riusi di dati.gov.it, il catalogo nazionale del riuso dei dati pubblici.

Chi paga, quindi

Tre fonti, nessuna nascosta:

  1. Servizi professionali: API, integrazioni su misura, piattaforme dati per aziende, software house e PA (servizi di sviluppo software)
  2. Dataset e infrastruttura per professionisti: chi usa i dati per lavoro sostiene la manutenzione dei dati
  3. Contributi volontari: chi vuole sostenere la parte civica può farlo liberamente

La parte gratuita è la stessa piattaforma di quella a pagamento, perché il valore per tutti cresce con l'uso.

Perché il modello conviene anche a noi

Sembra controintuitivo, ma è il modello che funziona per i dati: la consultazione gratuita porta migliaia di professionisti a scoprire la qualità dell'infrastruttura, e una parte di loro diventa cliente dei servizi. È il classico funnel dell'open source applicato ai dati: il confronto tra sviluppare in casa o comprare spiega perché chi ha bisogno di integrare sceglie chi ha già costruito l'infrastruttura.

Cosa NON facciamo con i tuoi dati

La gratuità non è finanziata dai dati personali: la consultazione non richiede account, non tracciamo profili per rivenderli, non ci sono inserzionisti che comprano la tua posizione. I dati che vedi sono pubblici; ciò che salvi nel tuo dossier resta tuo.

Domande frequenti

Il servizio resterà gratuito?

Sì per la consultazione di mappa, rischi, OMI, solare e demografia. Eventuali servizi a valore aggiunto (API ad alto volume, integrazioni, piattaforme dedicate) sono e resteranno professionali, non consumer.

Perché non fate pagare un abbonamento come gli altri?

Perché il valore della piattaforma sta nell'uso diffuso: un catasto consultato da tutti è un'infrastruttura civica, non un prodotto chiuso. Gli abbonamenti consumer avrebbero senso economico solo chiudendo funzioni che oggi sono libere: è esattamente ciò che non vogliamo.

Come posso sostenere il progetto?

Usandolo, segnalando errori, contribuendo con segnalazioni territoriali e, se vuoi, con un contributo volontario dalla piattaforma.

Foto di copertina: MART PRODUCTION su Pexels

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